Perché comprare mobili veri quando puoi riprodurre qualsiasi arredamento con modelli iper-realistici in cartone?

Se sei un professionista dell’home staging, sono sicuro che l’inconfessabile sogno che hai immaginato almeno una volta è quello di poter garantire ai tuoi clienti un risultato eccellente, senza i costi economici ed i problemi logistici dell’arredo classico.
Dico inconfessabile perché – fino ad oggi – esprimendo una ambizione simile amici, parenti e colleghi ti avrebbero sicuramento riso dietro e preso in giro… non è così?

Sarai d’accordo: ci sono due soli modi per fare home staging.

Puoi utilizzare l’arredamento vero, quello di tutti i giorni, ma:

  • i costi sono altissimi, soprattutto se vuoi avere a disposizione diversi mobili per poter scegliere lo stile più adatto oppure per poter fare 2 allestimenti in contemporanea;
  • hai bisogno di un grosso magazzino per stoccare tutta la merce;
  • hai bisogno di noleggiare un furgone oppure rivolgerti ai traslocatori per il trasporto, una prima volta per allestire e la seconda – poche settimane dopo – per sgombrare tutto;
  • devi sempre portarti dietro gli attrezzi per il montaggio che è lento e complicato oppure pagare qualcun altro che lo faccia al tuo posto

Oppure puoi utilizzare qualche “alternativa” low cost
In questi anni ho visto home stager che pitturavano i muri simulando l’arredo, oppure utilizzavano cavalletti, piani e tovaglie.
Qualcuno utilizza scatole di cartone, a volte ricoperte di foglietti stampati a bassa definizione, che durano un paio di allestimenti e poi si rovinano così sei costretta a ricomprarli (perchè nelle foto professionali che scatti qualunque difetto si nota subito…)

Ma per preparare un immobile alla vendita devi fornire contemporaneamente due elementi: da un lato i possibili acquirenti devono avere una idea molto precisa degli spazi e degli ingombri. Come sai, solo il 10% della popolazione è in grado di capire il potenziale di un immobile vuoto ed il tuo compito è conquistare quel 90% che rimane.
Dall’altro lato hai pochissimi secondi per emozionarli e convincerli a scegliere proprio la tua proposta fra le decine di alternative che hanno a disposizione.

La realtà è che per fare home staging hai sempre dovuto scendere a compromessi e scegliere tra un risultato ottimale a costi spropositati – specialmente per immobili dal basso valore commerciale – e con innumerevoli problemi logistici oppure accontentarti di un risultato mediocre.
Non è mai stato possibile unire la suggestione dei mobili veri con i costi contenuti e la facilità di trasporto, montaggio e stoccaggio, fin ad ora.

Se anche tu ti riconosci in questa versione di home stager, sempre indaffarato alla ricerca dei mobili e dell’arredamento, continua a leggere questa lettera perché ho la soluzione giusta per te!

Il mio nome è Fabiano Gollo, sono il fondatore di RE.DA ed oggi voglio raccontarti la vera storia dietro il nostro progetto e come un misto apparentemente casuale di circostanze ha dato vita ad un seme che sta germogliando, quello dell’arredamento realistico in cartone per i professionisti dell’ home staging.

Conosci il celebre discorso che Steve Jobs tenne davanti ai neo-laureati di Stanford?
Tutti lo ricordano per la frase “Stay hungry, stay foolish” – traducibile in “Siate affamati, siate folli” – ma a me aveva colpito la parte, meno famosa, dell “unire i puntini”.
Steve racconta di come alcune sue scelte azzardate lo avessero aiutato a creare Apple, una delle più grandi aziende al mondo.
Il concetto che voleva trasmettere si può riassumere così: segui il tuo istinto e le tue passioni anche se, sul momento, non è chiaro dove ti porteranno esattamente. Potrai capire l’importanza di quelle scelte ed “unire i puntini” in futuro e solo guardando indietro, mai in avanti.

Questo discorso risale al 2005 ma è diventato virale in Italia intorno al 2010 grazie alla diffusione di Facebook. All’epoca studiavo all’università di Genova, dove mi ero trasferito assieme a migliaia di altri fuorisede, ed interpretai questo discorso come un invito a mettere ancora più energie in quella che era la mia passione ed il mio lavoro: la discoteca.
Dopo innumerevoli tentativi ed un po’ di gavetta ero infatti riuscito a muovere i primi passi come dj ed organizzatore di serate per i miei coetanei.

Nel tempo libero mi riusciva anche di studiare e di passare qualche esame!

Passano gli anni, ed incoraggiato da una serie di successi, decido di avviare un mio progetto di eventi che va…malissimo.
Vivo quell’esperienza come un vero e proprio fallimento personale che porta con sé investimenti ed energie sprecate, incomprensioni, litigi.

La delusione è tale da farmi…mollare.

Decido di prendermi un periodo per riflettere e per mettere ordine nella mia vita.
Sento che è ora di passare allo step successivo e chiudere la fase del “ragazzino-studente-discotecaro” che mi ha regalato tante emozioni.

A malincuore rientro nella mia città Natale, finisco gli esami e mi laureo.

A questo punto ho 23 anni e zero idee su cosa ne sarà della mia vita.
L’unica cosa che sentivo mia è fallita clamorosamente ed il pensiero di prendere nuovamente l’iniziativa mi terrorizza.
Scelgo quindi la strada facile e torno a lavorare nello scatolificio di famiglia.
Dell’azienda conosco molto bene la produzione perchè nei picchi di lavoro, da ragazzino, ero arruolato anche io…
L’idea tornare a vita dietro quei macchinari, lavoro estremamente meccanico, mi soffoca. Andando per esclusione, scelgo di concentrarmi sulla vendita.
Grazie alla buona reputazione creata in 30 anni di attività, alla competenza tecnica maturata stando in produzione e, non ultima, alla faccia tosta sviluppata lavorando nel mondo della notte, mi ritaglio il mio ruolo.
Nei mesi successivi, arrivano i primi clienti e le prime soddisfazioni.
Però non mi basta…
Sento che manca qualcosa …

Spinto da questa insoddisfazione, nel tempo libero inizio ad approfondire quelle tematiche che mi hanno sempre affascinato ma che ho sempre guardato “da lontano”.
Tra le tante, mi concentro sugli investimenti immobiliari e qui scopro per la prima volta l’home staging. Rimango affascinato dal potere suggestivo di questa attività e non mi stupisce scoprire che nel mondo anglosassone se ne fa ampio utilizzo mentre in Italia stenta a decollare.

“Su certe cose siamo sempre indietro”

penso tra me e me..

Col passare degli anni il lavoro si fa più intenso, l’azienda cresce ed investe in nuove tecnologie con lo scopo di affrontare il mercato degli espositori per il punto vendita, quelli “belli” e “grandi”. Sviluppiamo una sezione dedicata alle lavorazioni digitali e mi rendo subito conto che la cosa è più grossa di noi. Viste le enormi potenzialità del settore decido di mettere questi nuovi macchinari a disposizione di tutti e di lanciare un appello ad architetti, designer ed artisti affinchè le utilizzino.

A Settembre 2017 rilascio una intervista e provo a diffondere questa idea senza alcuna aspettativa.

***** Radio GRock a tu per tu con Fabiano Gollo *****🔺Riccardo Ghigliazza intervista l'anima social e marketing dell'azienda Ica Imballaggi SRL ➖Un nuovo super macchinario è entrato in casa ICA!V E N I T E A S C O P R I R L O C O N N O I 🔜 Architetti, Designer, Artisti di tutto il mondo unitevi e ascoltate l' A P P E L L O di Fabiano!😜❌❌ NEL PRIMO COMMENTO LA MACCHINA!!❌❌👇👇👇👇👇👇👇👇👇👇👇🔹 Special Thanks to: Susanna Ivaldo Sopra i tetti come i gatti Arte & Sound #radiogrock #ica #plotter #idee #facciamorete #ciócheimmaginicreiSara PellegriniiMarco GaleottiiGiacomo PeratooCassandra Tra le StelleeDavide RossooMauro LeporieriiMatteo MazzettiiSofia LenguegliaaRoberta BaniiProgettoSwitchhGiuseppe PanebiancooAntonello SpallaaAlberto SassooOrdine Architetti PPC ImperiaaArchitecture & Designnarchitetti.commOrdine Architetti SavonaaOrdine Architetti Torinoodesign-dautore.commRoberta GollooVincenzo LesciiMarco Caccio''

Pubblicato da Radio GRock su Martedì 26 settembre 2017

Pochi giorni dopo entra in ufficio una ragazza chiedendo un foglio di cartone da utilizzare per una cucina. La richiesta mi sembra un po strana quindi cerco di approfondire.
Mi dice che si occupa di home staging e che, per simulare gli ingombri degli arredi negli ambienti vuoti, utilizza moduli di cartone bianchi.
Una soluzione minimale ed al contempo innovativa rispetto alle alternative usuali come, ad esempio, dei cavalletti sormontati da un ripiano.
In commercio non si trova nulla di meglio quindi, perchè no?

Le si è rotto un pannello ed ha bisogno del ricambio.
E’ disperata perchè deve consegnare un allestimento entro pochi giorni e farebbe una brutta figura presentandolo in queste condizioni.

“Carini questi moduli in cartone, ma si rovinano in fretta”

mi confida.
Inoltre sembra siano dotati di un sesto senso…scelgono sempre di rompersi durante i lavori più importanti!
Non vuole assolutamente compromettere la relazione di fiducia che si è creata nel tempo, grazie a molti sacrifici e ad un livello sempre eccellente del servizio offerto, con questo costruttore edile e sta rischiando di perdere il cliente.

La aiuto, di fatto inventando una soluzione alternativa, e ci salutiamo…ma con la testa inizio a viaggiare…

Penso alla leggerezza ed alla versatilità del cartone.
Penso alla definizione che abbiamo raggiunto con la stampa digitale.
Penso a quanto deve essere difficile e costoso, per un home stager, arredare dal principio un immobile vuoto e sgomberarlo pochi mesi dopo.
Penso a quanto siano voluminosi gli arredi in commercio..

Ci penso e la richiamo.
Ne parliamo, l’idea le piace e sulla carta sembra perfetta: mobili realistici in cartone, a costi contenuti, facili da trasportare e assemblabili da chiunque, in pochi minuti.

Mi dice che, se dovessimo essere pronti in tempo, potremmo presentare il progetto al suo corso.
Ah si..
..La ragazza è Elisabetta Rossi, home stager professionista con anni di formazione nell’interior design e nella fotografia.
Divulga gratuitamente ottimi contenuti, guide e tutorial per aiutare i colleghi a completare il percorso per diventare professionisti dell’home staging. La sua community online conta ormai più di 1.000 addetti ai lavori
Nel 2016 crea il corso di marketing immobiliare “Strategie per vendere casa” che è sold out dalla prima edizione.

Iniziamo a sviluppare il progetto e 4 mesi dopo, a Febbraio, presentiamo il primo prototipo davanti ad oltre 100 home stagers ed agenti immobiliari.

Il riscontro è ottimo, l’idea piace e rientriamo a lavoro carichi di energie e di feedback dal pubblico.

Definiamo 8 obiettivi e decidiamo che il progetto sarà completo quando li raggiungeremo tutti.

  • Realismo: nessun compromesso sulla qualità di stampa. Scegliamo quella ad alta definizione perchè il grado di realismo ci lascia a bocca aperta: i nostri mobili saranno identici a quelli veri.
  • Modularità: i moduli devono essere pochi, intercambiabili fra loro ed adattabili a qualunque spazio senza difficoltà
  • Personalizzazione: dovranno essere disponibili diverse texture e tanti colori per valorizzare al meglio qualunque immobile
  • Facilità di trasporto: decidiamo subito che i moduli devono poter essere trasportati in macchina, senza scomodare furgoncini, camion o traslocatori esterni. In questo ci aiuta la leggerezza e la flessibilità del cartone, materiale perfetto per questo scopo.
  • Facilità di montaggio: non devono essere presenti viti, bulloni, colla o trapani. I moduli devono poter essere montati e smontati con facilità, da chiunque, utilizzando semplici incastri e senza l’utilizzo di strumenti esterni
  • Resistenza: i moduli devono resistere nel tempo per essere utilizzati in molti allestimenti. Scegliamo un cartone tra i più robusti in commercio e lo ricopriamo con una sottile laminatura di plastica opaca che protegge la stampa, irrobustisce il cartone ed evita i riflessi nelle foto
  • Costo: il prezzo finale deve essere contenuto. Quando intuiamo che, rispetto ad una cucina vera ed a parità di lunghezza, quelle in cartone stampato ad alta risoluzione costano dal 50% all’85% in meno il gioco è fatto!
  • 100% Made in Italy: il progetto deve essere interamente sviluppato e prodotto in Italia

Nei mesi successivi testiamo e scartiamo centinaia fra materiali e soluzioni di montaggio.
E’ una perenne “coperta corta”: risolviamo un problema da un lato e lo creiamo dall’altro.
La difficoltà maggiore è coniugare un realismo totale con la facilità di trasporto e di assemblaggio.

Questa ricerca dell’ottimo ci porta, 6 mesi dopo, ad un grado di realismo nettamente superiore rispetto ai primi prototipi con un tempo di assemblaggio di pochi minuti ed un ingombro minimo durante lo stoccaggio ed il trasporto.

L’arredamento realistico per l’home staging professionale è ufficialmente nato.
Guardando indietro, è facile “unire i puntini” vero?

Arrivati a questo punto magari starai pensando che il progetto RE.DA riguardi l’arredamento…

In realtà le cucine in cartone – e tutti i prodotti che seguiranno – sono il veicolo con cui raggiungiamo il nostro VERO obiettivo, che è tutt’altro.

Come saprai il settore immobiliare in generale è popolato di improvvisati, fuochi di paglia, fenomeni che tirano a campare.. sono sicuro che ne conosci qualcuno anche tu.
L’home staging non fa differenza: se da un lato c’è un ristretto numero di persone serie che credono nella loro professione, dall’altro spuntano come i funghi le figure “prestate” che si occupano di – inserisci un ambito a tuo piacere – ma all’occorrenza si improvvisano home stager..
Ed è colpa loro – e della loro poca professionalità – se il tuo cliente non capisce quanto vale il tuo lavoro e non è disposto ad investire per il tuo servizio.

Eppure in tutto il mondo l’home staging è riconosciuto come una PROFESSIONE SERIA che porta valore al mercato.
Un home stager esperto deve avere ottime conoscenze di interior design e di fotografia, oltre ad un innato gusto estetico.
Non è un hobby, non è una passione ne un mestiere “secondario” che si può improvvisare.

Ed è qui che entra in gioco il nostro progetto: il nostro scopo è fornire ai PROFESSIONISTI uno strumento innovativo per DIFFERENZIARSI dalla concorrenza di improvvisati che spesso popola questo settore.

Non un arredamento fine a se stesso ma il tuo strumento per proporti sul mercato come il PUNTO DI RIFERIMENTO per l’home staging, evitando di finire nel calderone dei “dilettanti”.

Questo è l’obiettivo di RE.DA: tirare una netta riga di separazione fra chi ci crede – ed investe – nella sua professione e chi continua a giocare.

..Tu da che parte vuoi stare?

Hai la possibilità di accedere in anteprima ad un prodotto unico ed innovativo che fa pensare di te:

“WOW! Ho proprio scelto un professionista!”

e ti trasforma istantaneamente nel punto di riferimento del tuo settore.
Ormai il cartone è uno standard visto e rivisto negli allestimenti, nessuno rimane più impressionato, non trovi?
Ebbene, puoi ancora veder brillare gli occhi dei tuoi clienti che si trovano per la prima volta di fronte ad una cucina in cartone stampato ad alta definizione.

Se vuoi stare dalla parte dei professionisti dell’home staging clicca qui ed unisciti al crowdfunding: finanziando il progetto in questa fase iniziale contribuisci ad innaffiare questo germoglio che cresce e puoi acquistare il tuo arredamento al prezzo più basso che si vedrà da qui all’eternità!
Potrai scegliere tra tante combinazioni di texture e colori, dal tortora al grigio chiaro, dall’effetto cemento al marmo per non parlare dei frighi in acciaio.

Clicca qui, partecipa al crowdfunding ed assicurati per prima la soluzione definitiva ai tuoi problemi, quella economica, facile, veloce e che da prestigio a te, al tuo lavoro e ai sacrifici che hai fatto per arrivare fino a questo punto.

Sarà l’acquisto dell’anno, quello di cui non ti pentirai mai.

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